Fly Agaric e l’iconografia del Natale

La leggenda del Natale va molto oltre le allegre decorazioni che siamo abituati a fare e a vedere a partire dall’Avvento. Essa è molto più affascinante e, lasciatemi dire, intrigante. Alla base delle decorazioni e tradizioni simboliche vi sono radici “psichedeliche” e mistiche.

Pensiamo a Babbo Natale come un uomo vestito in bianco e rosso con un gran pancione ed una lunga barba bianca, che porta sacchi pieni di doni e arriva guidando una slitta trascinata da renne volanti.

Rosso e bianco sono i suoi colori, non potremmo pensarlo vestito diversamente, lui “è” i suoi vestiti e accessori; non potremmo mai pensare a Babbo Natale se arrivasse vestito in pelle nera e borchiato come un metallaro! Questo modo di vestire, tuttavia, è, a dir poco, singolare. Storicamente la figura di Santa Klaus che abbiamo ora del gioioso uomo paffuto con la barba viene fatta derivare da un vescovo del 4° secolo di nome Saint Nicholas, conosciuto per i generosi doni

che faceva ai poveri e per la sua gentilezza con i bambini. Era un cardinale che portava un lungo vestito rosso.

 

Ma i pantaloni, gli stivaloni e il berretto da dove derivano? Non caratterizzavano certo la figura di San Nicholas.

La Coca Cola, o meglio la fantasia di Haddon Sundblom, il grafico pubblicitario della Coca Cola, nelle sue pubblicità ha sfruttato la figura e la simbologia associata a Babbo Natale ottenendo un notevole potere commerciale. Ma ovviamente Babbo Natale non ha nulla a che vedere con la distruttiva Coca Cola. Prima di tale romantica interpretazione pubblicitaria, Santa Claus era descritto come poco più di uno gnomo, magro e un po’ spaventoso, che indossava però quegli stessi vestiti (disegnato da Thomas Nast fumettista).

 

Santa Claus Allora la domanda sorge spontanea: da dove provengono quei vestiti? Qual è la simbologia

associata? La risposta, a detta degli antropologi risale a molto prima del 1920 con l’inizio della pubblicità della Coca Cola, a cui ahimè oramai tutti associano Babbo Natale e la magia del Natale. Le radici di Santa Claus con i suoi vestiti, i sacchi di doni, la slitta, le renne volanti e gli strani viaggi di mezzanotte con entrata dai camini delle case per portare i doni, sembra risalire a tradizioni ancestrali delle tribù del Nord Europa e del circolo polare artico, i Kamchadales, i Chukchy e i Koryaks siberiani in particolare, e i Lapponi.

Sembra proprio vero, Babbo Natale viene dal Polo Nord!

E, come molti altri racconti fantastici (pensiamo ad “Alice nel paese delle meraviglie”), la leggenda origina da esperienze intense con i funghi allucinogeni, in questo caso l’Amanita muscaria.

Nella notte del solstizio d’inverno, uno sciamano Koryak per tradizione raccoglieva i funghi, l’Amanita muscaria appunto, chiamata anche “Fly Agaric” in inglese. Lo sciamano mangiava il fungo o l’urina delle renne che lo avevano consumato e si “lanciava” in un viaggio spirituale lungo l’albero della vita (un grande pino) che raggiungeva la stella polare per cercare le “risposte” ai problemi del Villaggio.

L’albero della Vita è associabile, nelle leggende del Nord Europa, all’albero del Mondo.

 

“World Tree”- Dipinto di Oluf Olufsen Bagge l’albero della vita di tradizione gaelica e l’albero della vita a Milano Expo 2015.

Dana Larsen nel suo articolo “The Psychedelic Secrets of Santa” elabora la simbologia pre-cristiana del Natale e spiega come le popolazioni del Nord Europa, tra cui i Lapponi finlandesi e le tribù Koryak delle steppe della Russia credessero nell’albero del mondo (“World Tree”): tale albero era visto come un “asse cosmico” sul quale erano fissati i piani dell’universo. Le radici si estendono nell’oltretomba, nelle profondità della terra, il tronco è la “Terra di Mezzo”, l’esistenza di tutti i giorni, e i suoi rami sono estensioni verso il “Regno Celeste”.

Anche la stella polare è considerata sacra, dal momento che tutte le altre stelle nel cielo girano attorno ad essa che costituisce un punto fisso. Tali popolazioni associano la stella polare all’albero del mondo e all’asse centrale dell’universo.

La cima dell’albero del Mondo toccava la stella del Nord, e lo spirito dello sciamano avrebbe scalato l’albero metaforico, raggiungendo così il Regno degli dei.

Questo è il vero significato della stella posizionata sulla punta dell’albero di Natale e anche la ragione per cui il Polo Nord è considerato la sede del Villaggio di Santa Claus.

Quindi l’albero ha un significato importante che può essere ricondotto alla simbologia dell’albero del mondo.

Il termine “Fly” agaric offre un’immagine interessante. Pensiamo a Babbo Natale e le sue renne volanti. Forse uno degli aspetti più memorabili della mitologia di Santa Klaus sono proprio le sue “Renne Volanti”! le Renne sono animali molto comuni in Siberia e, come abbiamo visto, nella loro alimentazione includono anche i funghi, tra cui l’Amanita muscaria, questo fungo con proprietà allucinogene come possiamo vedere nel filmato “Magic mushrooms and reindeer” edito dalla BBC:

 

 

L’Amanita muscaria è un fungo rosso e bianco che spesso vediamo illustrato nelle fiabe e nei film di Walt Disney, nei video games di Super Mario Bros e nei cartoni dei Puffi. Si tratta di un fungo tossico anche se la tossicità si abbassa quando viene essiccato.

Cresce generalmente sotto gli abeti per cui gli sciamani li mettevano ad essiccare nei rami degli abeti oppure li infilavano in calzettoni e li mettevano sul camino appesi accanto al fuoco ad essiccare. Anche questo ci ricorda qualcosa, giusto?

Donald Pfister, un biologo che studia i funghi presso la Harvard University, suggerisce che le tribù siberiane che mangiavano l’Amanita muscaria o bevevano l’urina delle renne che di essa si nutrivano, avessero visto le renne volanti durante un “trip”.

Un modo per eliminare la tossicità del fungo è quello di farlo mangiare alle renne, raccogliere le urine, dopo che quindi il sistema digestivo ha digerito e inattivato i composti tossici, e berle. Nelle urine rimangono infatti le sostanze psichedeliche. Alle renne questo fungo piace molto quindi diventano ottimi produttori di “pipì magica”!

Quando lo sciamano va alla ricerca dei funghi indossa stivali di pelle di renna e vestiti bianchi e rossi in onore dei funghi.

Raccoglie i funghi essiccati e un po’ di urina di renna in sacchetti di pelle di foca, quindi ritorna al villaggio nel suo “Yurt” (teepee casa tradizionale di quel periodo storico) dove gli abitanti di più alto grado del villaggio si sono riuniti per la cerimonia del solstizio d’inverno.

Ma come poteva entrare nello Yurt se la porta era bloccata dalla neve? Si arrampicava con il suo sacco di “doni” (Amanite) sul tetto che funzionava da camino e si calava all’interno dell’abitazione. Quindi distribuiva i funghi ai suoi ospiti.

L’idea di usare il camino per entrare in casa è una parte importante dell’iconografia del Natale. I bambini lasciano il latte e i biscotti sul caminetto perché da lì entra Babbo Natale per portare i doni.

È interessante notare che, oltre ad indurre allucinazioni il fungo stimola potentemente il sistema muscolare al punto di dare “forza sovraumana” a chi li consumava come una fonte di adrenalina scatena reazioni in una situazione di vita o di morte. E l’effetto è lo stesso sugli animali, così le renne acquisivano forza e potenza e potevano saltare molto in alto; sotto gli effetti psichedelici

che alterano le dimensioni e creano la sensazione di volare, gli abitanti della tribù che consumavano i funghi potevano veramente vedere “volare” le renne in cielo.

Da qui la leggenda: lo sciamano e le renne volano verso la stella Polare (esattamente sopra il Polo Nord) per recuperare i doni della conoscenza e poi ridistribuirli al resto del villaggio.

Tali tradizioni sono poi state portate in Gran Bretagna attraverso gli antichi druidi, le cui pratiche spirituali si basavano su simbologie originarie dell’estremo Nord, si sono poi mescolate con leggende germaniche (Wotan, il più potente degli dei germanici), nordiche (Odino, la controparte di Wotan) e altre associate al solstizio d’inverno. Con lo stabilirsi degli inglesi nel Nuovo Mondo la tradizione di S. Nicholas ha trovato la sua immortalità con il poema di Clement Clark Moore “A Visit from St. Nicholas” e l’immagine con la campagna pubblicitaria della Coca Cola come detto precedentemente.

Ma alla fine la “magia” sembra risalire proprio al Circolo Polare Artico e all’uso sciamanico dell’Amanita muscaria!

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