Ganoderma lucidum e allergie

Ganoderma lucidum e allergie

Ganoderma lucidum e allergie

Effetti del Ganoderma lucidum sul controllo dei processi allergici e infiammatori

Attività antiossidante
Modulazione delle attività delle cellule coinvolte nei processi infiammatori (mast cellule, macrofagi, neutrofili, linfociti)
Regolazione delle attività enzimatiche proinfiammatorie (es. fosfolipasi A2, ciclossigenasi (COX), ossido nitrico sintetasi…)
Modulazione della produzione di mediatori chimici dell’infiammazione
Modulazione dell’espressione dei geni codificanti per fattori pro-infiammatori.

Bhardwaj, Neha, Priya Katyal, and Anil K Sharma. “Suppression of inflammatory and allergic responses by pharmacologically potent fungus Ganoderma lucidum.” Recent patents on inflammation & allergy drug discovery 8.2 (2014): 104-117.

Dott.ssa Stefania Cazzavillan

#micoterapia #reishi #ganodermalucidum #funghimedicinali

I funghi medicinali nel controllo dell’attività telomerasica

I funghi medicinali nel controllo dell’attività telomerasica

I telomeri sono delle sequenze esanucleotidiche

 

(TTAGGG)n altamente conservate e ripetute in tandem e da proteine ad esse associate situate alle estremità dei cromosomi degli eucarioti.
Giocano un ruolo cruciale nel mantenimento dell’integrità dei cromosomi (capacità di impedire riarrangiamenti cromosomici quali le fusione end-to-end e la formazione di cromosomi ad anello e dicentrici) e nell’assicurare una fedeltà replicativa.


I telomeri sono un orologio molecolare per il ciclo vitale delle cellule (Wright & Shay, 2001).
Ad ogni ciclo cellulare una parte della sequenza telomerica viene persa (da 50 a 200 bp ogni ciclo di replicazione) a causa del problema della replicazione terminale (Watson 1972).


Il progressivo accorciamento dei telomeri agisce come un orologio interno che determina il numero di divisioni che una cellula può effettuare nel corso della sua vita e quindi controlla il processo dell’invecchiamento cellulare (Olovnikov 1971)
Il numero di divisioni cellulari possibili per una determinata cellula è definito “Limite di Hayflick” (Hayflick 1965). Il tasso di erosione dei telomeri è influenzato, oltre che dalla capacità proliferativa e dal sistema di mantenimento dei telomeri stessi, dal microambiente cellulare, da infiammazione, stress ossidativo, radiazioni e infezioni.


La riduzione della lunghezza dei telomeri porta ad arresto della proliferazione, a senescenza e apoptosi cellulare.
La maggior parte dei tumori compensa l’accorciamento dei telomeri riattivando la telomerasi, l’enzima che può ricostruire i telomeri. Tale riattivazione comporta immortalizzazione cellulare mantenendo le cellule tumorali in grado di replicare indefinitamente bypassando il limite di Hayflick.


La Telomerasi è essenziale per il funzionamento delle cellule in rapido sviluppo, come quelle embrionali e quelle staminali, che devono rimanere vitali per tutta l’esistenza. Nelle cellule adulte normali la telomerasi invece è disattivata e i telomeri lentamente si accorciano, scandendo così il tempo massimo di vita della cellula. Nelle cellule trasformate la telomerasi viene riattivata, donando loro una devastante immortalità.
Funghi medicinali come Cordyceps spp e Ganoderma lucidum sono in grado di ridurre l’espressione genica della telomerasi riducendo proliferazione e vitalità cellulare.

Dott.ssa Stefania Cazzavillan

B.SC. Genetics

#micoterapia #cordyceps #reishi #funghimedicinali

Impact of immunonutrition with mushrooms in microbiota

Impact of immunonutrition with mushrooms in microbiota

Impact of immunonutrition with mushrooms in microbiota

Hippocrates in 400 B.C. was quoted as saying “death sits in the bowels” and “bad digestion is the root of all evil”, showing that the importance of the intestines in human health has been long recognized.
Unlike a synthetic drug, or even a mushroom extract, a fresh mushroom and mushroom biomass contains thousands of elements, each with a potential effect on the immune system.
#funghimedicinali #micoterapia #mycotherapy #microbiota

http://pubs.sciepub.com/jfnr/5/4/4/#.We1nMT0IV20.facebook

Maitake e Shiitake – protezione ossea

Maitake e Shiitake – protezione ossea

Maitake e Shiitake – protezione ossea

In modelli animali di osteoporosi (ratti ovariectomizzati) la Grifola frondosa (Maitake) e il Lentinus edodes (Shiitake) hanno evidenziato attività di inibizione degli osteoclasti (cellule deputate al riassorbimento osseo) e di aumento della mineralizzazione e dell’attività degli osteoblasti (cellule responsabili della formazione della matrice ossea). L’associazione dei due funghi ha ridotto in modo considerevole la demineralizzazione ossea in particolare a livello della colonna lombare.
#micoterapia #funghimedicinali #maitake #shiitake #osteoporosi

Erjavec, Igor, et al. “Mushroom Extracts Decrease Bone Resorption and Improve Bone Formation.” International journal of medicinal mushrooms 18.7 (2016).

I funghi medicinali dalla tradizione a oggi

I funghi medicinali dalla tradizione a oggi

La tradizione di utilizzo dei funghi medicinali è soprattutto orientale. Essi sono stati utilizzati per millenni in MTC (Medicina Tradizionale Cinese) per benessere e longevità. Veniva loro riconosciuto un ruolo essenziale nella depurazione di fegato e reni e nel mantenimento e recupero del Qi (energia vitale). I primi riferimenti scritti risalgono al 250 a.C. in una materia medica chiamata Shen Nong Ben Cao (Divine Farmer’s Materia Medica), in cui i rimedi medicinali vengono divisi in 3 classi, la più importante delle quali racchiude “le erbe dell’imperatore” ad azione riequilibrante, che oggi noi chiamiamo adattogene, in quanto rafforzano l’organismo piuttosto che trattare un sintomo o una malattia. Quattro funghi sono inseriti nella classe superiore: il Ganoderma lucidum, il Poria cocos, il Polyporus umbellatus e il Cordyceps sinensis. Numerose altre informazioni in successive materie mediche hanno permesso di definire le azioni principali dei funghi della tradizione.
Ognuno di noi ha la capacità di “adattarsi” e di recuperare dalle situazioni stressogene che accompagnano la vita di tutti i giorni. Tuttavia negli ultimi 50 anni i livelli di stress ambientale, psico-emotivo, fisico e chimico sono aumentati esponenzialmente e, soprattutto con l’aumentare dell’età, non è più possibile pensare semplicemente di “mangiar bene” per restare in salute. L’organismo ha bisogno di aiuto. I funghi migliorano la capacità di adattamento allo stress (azione adattogena), permettendo all’organismo di sostenere i ritmi ormai necessari in questo contesto storico, riducendo così il rischio di malattia. Non agiscono sul sintomo, ma rinforzano l’organismo per aiutarlo nel recupero da situazioni di salute anche complicate.

 

Stefania Cazzavillan

Hericium erinaceus: un dono per il sistema nervoso

Hericium erinaceus: un dono per il sistema nervoso

L’ Hericium erinaceus è conosciuto con molti nomi, Lion’s mane, Yamabushitake, Bearded tooth mushroom ed era usato in molte medicine della tradizione, dalla Medicina Tradizionale Cinese per le problematiche gastroenteriche alla medicina dei Nativi americani come cicatrizzante. In Oriente si dice che questo fungo conferisca “nervi d’acciaio e la memoria di un leone” e tali effetti sono stati recentemente confermati dalla ricerca scientifica occidentale.

Si tratta di un vero e proprio fungo a sostegno delle funzioni cognitive, della memoria, della concentrazione e favorisce lo sviluppo di curiosità e creatività. Si narra che monaci buddisti abbiano consumato per secoli questo fungo prima della meditazione per aumentare il loro potere di concentrazione.

È un rimedio tradizionalmente usato per l’apparato gastroenterico, per migliorare le funzioni di stomaco e gastrointestinali, ed è un ottimo sostegno per recuperare da problematiche quali gastrite, reflusso gastroesofageo, esofagite di Barrett e da problematiche cronico-degenerative dell’intestino quali il morbo di Chron e la rettocolite ulcerosa.

Negli ultimi anni sono state evidenziate altre proprietà molto interessanti per questo fungo, ossia proprietà di sostegno e recupero del sistema nervoso centrale e periferico sia dal punto di vista funzionale, come accennato precedentemente, che a livello lesionale.

Come responsabili di questo neurotropismo sono ritenute principalmente due classi di composti a basso peso molecolare in grado di attraversare la barriera ematoencefalica e di indurre l’espressione genica del fattore di crescita neuronale (NGF – Nerve Growth Factor) a livello cerebrale. Tali sostanze sono state chiamate erinacine ed ericenoni, le prime presenti nel micelio, le seconde nel corpo fruttifero. Attualmente questo fungo è ritenuto il più potente induttore naturale dell’espressione del NGF.

Il NGF indirizza e modula la “plasticità neuronale” favorendo i processi rigenerativi (neuritogenesi) e la mielinizzazione. Il termine plasticità neuronale o neuroplasticità si riferisce all’abilità del cervello di riconoscere “se stesso” sia a livello fisico che funzionale in risposta a fattori ambientali, comportamentali, di pensiero e di emozioni. Succederà quindi ad esempio che un musicista svilupperà maggiormente la parte più stimolata da quel tipo di attività, mentre altre attività stimoleranno maggiormente lo sviluppo di altre aree. Si tratta di un concetto che risale al 1800, attualmente confermato da tecniche di risonanza magnetica. È vero che la plasticità è maggiore nell’infanzia e durante lo sviluppo e che declina con l’età, tuttavia rimane presente per tutta la vita, consente l’apprendimento permanente e rende il cervello molto resiliente; consente di recuperare da situazioni lesionali (es. ictus o emorragia cerebrale), da deficit cognitivi e da patologie caratterizzate da danno neuronale.

La scoperta di queste azioni molto peculiari ha destato notevole interesse da parte della comunità scientifica e ha portato alla nascita di un vero e proprio filone di ricerca orientato alla possibilità di un suo utilizzo nella prevenzione e nel trattamento delle patologie neurodegenerative croniche quali morbo di Alzheimer, di Parkinson, demenza frontotemporale, ecc. e autoimmuni come la Sclerosi Multipla, dato il preoccupante aumento riscontrabile in questo particolare contesto storico a causa dell’aumento dei fattori di disturbo.

In molte patologie neurodegenerative le cellule cerebrali deputate alla produzione di NGF sono incapaci di produrlo per l’innesco di situazioni infiammatorie croniche identificate con l’attivazione delle cellule gliali, cellule immunitarie localizzate nel cervello per garantirne la salute. Tale attivazione determina l’innesco di un circuito pro-infiammatorio autoalimentante che ha come risultato l’induzione di morte cellulare programmata dei neuroni. Ciò porta a rarefazione neuronale (riduzione del numero e della densità dei neuroni cerebrali), anticamera della neurodegenerazione. Sono sempre più numerosi gli studi scientifici che dimostrano che l’Hericium contribuisce ad invertire la tendenza degenerativa e, a seconda della condizione e del livello di danno, a favorire un recupero parziale o completo del tessuto.

Possiamo comprendere come questa attività abbia ripercussioni sulla salute del sistema nervoso, in prevenzione sul mantenimento delle funzioni cognitive, sulla memoria e sulla concentrazione, e come sostegno in caso di situazioni lesionali. Diventa, a tutti gli effetti, un rimedio di neuroprotezione.

Interessante anche l’azione di questo fungo sull’area gastrointestinale, in particolare sul sistema nervoso enterico, chiamato anche secondo cervello o cervello enterico.

È un rimedio che esplica la sua funzione sui tessuti di derivazione neuroectodermica: sistema nervoso centrale e periferico, sistema gastrointestinale e pelle.

La pelle ha spesso implicazioni psico-emotive, tanto che molte dermatiti sono chiamate anche “neurodermatiti”; oltre a sostenere tali situazioni, sono stati evidenziati effetti di recupero anche da basaliomi e altre problematiche proliferative e autoimmuni della pelle.

Il sistema gastrointestinale è profondamente influenzato dal punto di vista funzionale dall’equilibrio del Sistema Nervoso Autonomo. Sappiamo molto bene come lo stress mal gestito possa influenzare le funzioni digestive, la secrezione gastrica e intestinale e la peristalsi. L’Hericium è molto efficace in tutta l’area gastroenterica sia a livello funzionale come regolatore neuronale delle funzioni secretive e motorie, sia come rimedio di rigenerazione in presenza di patologie anche degenerative-croniche come Colite Ulcerosa e Morbo di Chron. Come tutti i funghi contiene principi attivi di modulazione e potenziamento immunitario, quindi è un rimedio interessante anche nella prevenzione delle neoplasie associate al tratto gastroenterico.

Secondo recenti ricerche la sua azione si estende anche alla dimensione neuroemotiva, mitigando ansia, depressione e insonnia.

In letteratura non sono stati descritti effetti collaterali associati all’assunzione di questo fungo.

Un “tonico” del primo (cervello centrale) e del secondo cervello (cervello enterico) quindi, sia dal punto di vista funzionale che lesionale, ma anche un adattogeno e per questo motivo il migliore utilizzo di questo rimedio millenario è in prevenzione per calmare      lo stress, migliorare le funzioni del sistema nervoso, la memoriae la concentrazione e per sostenere le funzioni gastro-intestinali.

 

 

 

1 Yang Yan et al. A Study on the Protective Effect of Hericium erinaceus Extractions on the Stomachal Mucosa of the Rat. Acta Edulis Fungi 1999

2 Shang X et al. In vitro anti-Helicobacter pylori effects of medicinal mushroom extracts, with special emphasis on the Lion’s Mane mushroom, Hericium erinaceus (higher Basidiomycetes). Int J Med Mushrooms. 2013;15(2):165-74.

3 Effects of Kuikeling on IL-8 Level in Serum and NO NOS in Intestinal Mucosa of Rats with Ulcerative Colitis-Journal of Liaoning University of Traditional Chinese Medicine – 2009

4 Effects of kuikeling on IL-8 levels in the serum of rats with ulcerative colitis – Acta Universitatis Medicinalis Nanjing(Natural Science) – 2009 2

5 Hirokazu Kawagishi,et al. The Inducer of the Synthesis of Nerve Growth Factor From Lion’s Mane (Hericium erinaceus). Explore 4: Volume 11, Number 4 2002

6 Hirokazu Kawagishi, Cun Zhuang. Compounds for dementia from Hericium erinaceum. Drugs of the Future 2008, 33(2): 149-155

7 K Nagai, A Chiba, T Nishino, T Kubota, and H Kawagishi Dilinoleoyl-phosphatidylethanolamine from Hericium erinaceum protects against ER stress-dependent Neuro2a cell death via protein kinase C pathway. J Nutr Biochem, Aug 2006; 17(8): 525-30.

8 Kawagishi, H. et al. Hericenones C, D, and E, stimulators of Nerve Growth Factor synthesis, from the mushroom Hericium erinaceum. Tetrahedron Lett. 1991; 32, 4361-4564.

9 Kawagishi, H. et al. Chromans, Hericenones F, G, and H from the mushroom Hericium erinaceum. Phytochemistry. 1993; 32, 175-178.

10 Kawagishi, H. et al. The Inducer of the Synthesis of Nerve Growth Factor from Lion’s Mane (Hericeum erinaceum). Explore! 2002; 11(4): 4-51.

11 E. W. et al. Two novel diterpenoids, erinacines H and I from the mycelia of Hericium erinaceum. Biosci. Biotechnol. Biochem. 2000; 64: 2402-2405

12 Kawagishi, H. et al. Erinacine D, a stimulator of NGF-synthesis, from the mycelia of Hericium erinaceum. Heterocycl. Commun. 1996; 2: 51-54.

13 Kawagishi, H. et al. Erinacines, E, F, and G, stimulators of nerve growth factor synthesis, from the mycelia of Hericium erinaceum. Tetrahedron Lett. 1996; 37: 7399-7402.

14 The Anti-Dementia effect of Lion’s Mane mushroom and its clinical application – Hericium erinaceum – Lion’s Mane by Hirokazu Kawagishi Cun Zhuang Ellen Shnidman Townsend Letter for Doctors and Patients, April, 2004 

15 Kolotushkina, E.V., M.G. Moldavan, K.Y. Voronin & G.G. Skibo, 2003. “The influence of Hericium erinaceus extract on myelination process in vitro.” Fiziologicheskii zhurnal 49(1): 38-45.

16 Kenmoku, H., T. Shimai, T. Toyomasu, N. Kato & T. Sassa, 2002. “Erinacine Q, a new erinacines from Hericium erinaceum, and its biosynthetic route to erinacines C in the basidiomycete.” Bioscience Biotechnology & Biochemistry Mar; 66(3)571-5.

17 K Mori, Y Obara, M Hirota, Y Azumi, S Kinugasa, S Inatomi, and N Nakahata Nerve growth factor-inducing activity of Hericium erinaceus in 1321N1 human astrocytoma cells. Biol Pharm Bull, Sep 2008; 31(9): 1727-32

18 K Mori, S Inatomi, K Ouchi, Y Azumi, and T Tuchida. Improving effects of the mushroom Yamabushitake (Hericium erinaceus) on mild cognitive impairment: a double-blind placebo-controlled clinical trial. Phytother Res, Mar 2009; 23(3): 367-72.

19 K Ueda, M Tsujimori, S Kodani, A Chiba, M Kubo, K Masuno, A Sekiya, K Nagai, and H Kawagishi An endoplasmic reticulum (ER) stress-suppressive compound and its analogues from the mushroom Hericium erinaceum. Bioorg Med Chem, November 1, 2008; 16(21): 9467-70.

20 K Ueda, M Tsujimori, S Kodani, A Chiba, M Kubo, K Masuno, A Sekiya, K Nagai, and H Kawagishi An endoplasmic reticulum (ER) stress-suppressive compound and its analogues from the mushroom Hericium erinaceum. Bioorg Med Chem, November 1, 2008; 16(21): 9467-70.

21 Moldavan MG, Grygansky AP, Kolotushkina OV, Kirchhoff B, Skibo GG, Pedarzani P. Neurotropic and Trophic Action of Lion’s Mane Mushroom Hericium erinaceus (Bull.: Fr.) Pers. (Aphyllophoromycetideae) Extracts on Nerve Cells in Vitro. IntJMedMushr. Year 2007,Vol. 9 (1): 15-28

22 Wong KH et al. Peripheral nerve regeneration following crash injury to rat peroneal nerve by aqueous extract of medicinal mushroom Hericium erinaceus. Evid.based Complement Alternat.Medicine. 2011:580752 Epub

23 Kah-Hui Wong et al. Neuroregenerative potential of Lion’s Mane Mushroom Hericium erinaceus in the treatment of peripheral nerve injury. Int J Med Mushrooms. 2012: 14(5): 427-446

24 Nagano M et al. Reduction of depression and anxiety by 4 weeks Hericium erinaceus intake. Biomed Research 2010: Aug; 31(4):231-237